Wedding Restyling
Il matrimonio si rinnova.
Dal 28 novembre 2005 si può scegliere di sposarsi fra tre tipi di cerimonie:
quello tra i credenti e i praticanti che hanno già compiuto un cammino di fede parallelo;
quello richiesto da coppie che, pur non frequentando la Chiesa in modo assiduo, desiderano comunque una celebrazione religiosa;
quello tra una persona cattolica e una atea, cioè non battezzata.
La prima tipologia di matrimonio prevede uno svolgimento più tradizionale. Le altre due si basano soprattutto sulla liturgia della parola, ovvero sulle letture, in cui si limiteranno i riferimenti alla cristianità e ai sacramenti, e sul dialogo tra i futuri coniugi davanti al celebrante.
Se a sposarsi sarà un ateo, si eviterà qualunque riferimento al Battesimo e, non si farà la Comunione. Anche questa cerimonia risulterà incentrata quasi solo sulle letture.
Non sono cambiate solo le tipologie nuziali ma anche le parole nel momento del “Sì”. Per volere della CEI, Conferenza Episcopale Italiana, al momento del “sì”, si abbandona la formula storica del consenso:”Io… prendo te…come mia sposa o mio sposo”, per la nuova formula: ”Io…accolgo te come mia sposa o sposo”. Un cambiamento voluto non “tanto per” ma rispettando un significato profondo di quel momento. Infatti, secondo la Chiesa il verbo “prendere” della formula tradizionale, insinua che l’altro venga considerato un oggetto, appunto da prendere; al contrario, il verbo “accogliere” presenta l’altro come un dono di Dio.
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Catiuscia